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MINISTRO DELL'AMBIENTE SERGIO COSTA DICE NO ALL'ABBATTIMENTO DI ORSI E LUPI Featured

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MINISTRO DELL'AMBIENTE SERGIO COSTA DICE NO ALL'ABBATTIMENTO DI ORSI E LUPI

UNA BELLA INTERVISTA AL MINISTRO.... DA LEGGERE.

Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa impugna la legge che consente nelle province di Trento e Bolzano di abbattere orsi e lupi. Prima di farlo chiede ai rispettivi Presidenti delle province autonome di fare un passo indietro.

 

«Non si possono uccidere lupi e orsi» Il ministro Costa impugna la legge

Le due province autonome di Trento e di Bolzano hanno approvato due leggi che consentono di poter abbattere gli animali senza avere l’approvazione a livello centrale

 
 
 

Ministro Sergio Costa ha visto cosa è successo con i lupi e con gli orsi in Trentino Alto Adige?
«Ahimè sì. Hanno deciso di abbatterli».

E lei come ministro dell’Ambiente vuole intervenire in qualche modo?
«Io come ministro della Repubblica ho il dovere di intervenire. Quelle due leggi violano un principio costituzionale».

E quindi cosa farà?
«Sono obbligato a chiedere l’impugnazione dei provvedimenti davanti alla Corte Costituzionale. Anche se ...».

Anche se cosa ministro?
«Mi domando: dobbiamo arrivare per forza a questo punto? Per questo chiedo ai due presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano se possono pensare di fare altrimenti»
(Qui l’articolo: «Animali selvatici abbattuti, Durnwalder condannato a pagare oltre 500 mila euro»).

Cosa intende dire?
«Intendo: per risolvere il problema dei lupi e degli orsi nelle loro province autonome hanno come modo soltanto quelli di abbatterli?»

E’ una domanda retorica la sua?
«Certo. Basta vedere il piano lupo elaborato dall’Ispra che è arrivato ad un soffio dall’approvazione».

E cosa si vede in quel piano?
«Ci sono ventidue azioni per regolare il rapporto uomo lupo».

E quindi?
«Invito i due presidenti di Trento e Bolzano a fare un passo indietro. A ritirare quelle leggi che forse non sono state ancora nemmeno pubblicate sul bollettino. Poi li invito a venire a Roma, dove con l’Ispra potranno trovare le soluzioni per i loro lupi e i loro orsi. Ce ne sono davvero molte per regolamentare il rapporto con l’uomo».

E se non succedesse tutto questo?
«Ho già detto: devo impugnare le loro leggi davanti alla Corte Costituzionale. Il lupo è una specie protetta, un patrimonio per l’Italia».

Lo fa soltanto perché è obbligato a farlo?
«Sono obbligato a farlo come ministro e sento il peso come uomo Sergio. Stiamo parlando di vita e di morte. Perché dobbiamo uccidere gli animali che sono esseri viventi?»

Quindi lei non è favorevole nemmeno alla caccia?
«Per la caccia c’è una legge riconosciuta dallo Stato. Quindi come ministro della Repubblica sto con la legge».

Ma in forma privata sarebbe contrario?
«Non è importante qui la forma privata. Il cacciatore che si mantiene dentro la legge lo rispetto».

E quello che non segue la legge?
«Il bracconiere? Alcuni commettono dei reati orribili contro gli animali. Come accecare i cardellini per far sì che richiamino i loro simili. O andare a caccia durante i periodi dell’accoppiamento. O andare a caccia dei piccoli con le mamme. Veri crimini».

Cosa vuole fare?
«Sto pensando di inasprire le pene contro di loro innalzando il livello dei reati, passando da contravvenzionali a delitto».

Cosa prevede il reato delitto?
«Si innalza il livello penale, si prevede anche la reclusione».

Quindi carcere per i bracconieri?
«Sì, possiamo dirla così. Anche se nel programma di governo è previsto pure un intenso programma di prevenzione».

Che vuol dire?
«Che voglio aumentare così tanto i controlli per scovare i bracconieri che alla fine questi controlli devono essere vissuti dai bracconieri come deterrenza preventiva».

Cioè?
«Che alla fine non vanno a sparare senza regole per paura di essere beccati».

Come fa ad aumentare i controlli?
«Aumento la rete coinvolgendo le polizie locali. Ovvero le polizie municipali, provinciali, metropolitane.Anche i carabinieri forestali che agiscono sul territorio».

Pensa di riuscirci?
«E’ molto importante che questo succeda. Ci sono reati commessi dai bracconieri che sono davvero odiosi. Ci sono bracconieri che non esitano ad entrare e a sparare senza regole nei parchi nazionali, nelle aeree protette. E anche contro di loro che intendo innalzare il livello del reato, indurire le pene fino ad arrivare al carcere».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA
Last modified onMercoledì, 29 Gennaio 2020 12:05
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