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TUTTI INSIEME PER AMORE DELLA NATURA!

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LE RONDINI E I LORO NIDI SONO PROTETTI DALLA LEGGE

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AUGURI DA ANPANA ONLUS

Il Presidente nazionale Mario Ceccarelli, il Consiglio direttivo Nazionale e tutti i Rappresentanti legali delle Sezioni di ANPANA ONLUS

augurano buone feste e un sereno Natale.

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IL MARE DENTRO DI NOI

La grande letteratura si è da sempre occupata del “mare aperto”, basta pensare ai romanzi di Herman Melville e in particolare: “Moby Dick”, la Balena Bianca, ossessione perpetua del Capitano Achab, come anche vengono alla mente i romanzi di Josef Conrad e in particolare: “La linea d’ombra” -  con l’eterno aspettare di un filo di vento per un veliero fermo da settimane in mezzo al mare.

L’uno e l’altro romanzo sono simboli della condizione umana intera.                                                 

Il mare ci parla di quello che è nascosto nel profondo della mostra anima.

Ma il mare ci restituisce anche immagini certamente meno complesse: gli sport marini, da quelli “più tranquilli”, almeno apparentemente, come la palla a nuoto - a quelli più spericolati e spettacolari come il self effettuato cavalcando onde gigantesche.

Qualunque sia l’immagine evocata, nella realtà il mare è in pericolo e qui segnaliamo due grandi fattori inquinanti che sono la plastica e gli idrocarburi.

La plastica ormai sta colonizzando il mare; gigantesche quantità di plastica vengono immesse nei mari, negli oceani e perfino nel Mediterraneo dove saranno le correnti marine unitamente al vento a raggrupparle in quelle che possono addirittura sembrare delle “piccole isole” composte da miliardi di frammenti multicolore che si uniscono, si disaggregano e formano qualcosa di simile ad un “arcobaleno in frantumi” per citare il grande poeta Tennesse Williams con il suo capolavoro “Lo zoo di vetro”. Chilometri quadrati di plastica sulla quale si ha addirittura l’impressione di poter camminarci sopra.

Il vero problema è che i frammenti di plastica sembrano funzionare da ricettori, da spugne e si infilano attraverso il metabolismo delle creature marine fino a giungere all’uomo.  “L’isola è dentro di noi.” Così afferma l’esperto Nicola Carmineo.

Quella che ormai gli oceanologi chiamano: “plastisfera”, o isola di plastica è un vero problema per l’ecosistema marino.

Si può approssimativamente disegnare un perimetro che comprende un terzo del Pacifico, dalle coste della California fino alla Cina, sempre in maggiore espansione dato che le stime ufficiali parlano di immissione nelle acque di una tonnellata di plastica al giorno. Si tratta di un continente fittizio, innaturale, artificiale che dati i tempi lunghissimi di biodegradabilità delle sostanze plastiche e dato il costante incremento delle stesse nelle acque durerà forse per sempre.

  Queste microparticelle assomigliano al plancton, che è una particella base di cui si cibano pesci ed uccelli, formate da esseri minuscoli ma in una quantità tale da riuscire a sfamare perfino le balene. Purtroppo il problema è che i pesci ed anche gli uccelli non riescono più a distinguere i microorganismi naturali di cui si nutrono dalla plastica. Essi sono talmente simili che a volte perfino un attrezzato laboratorio ultra scientifico può avere delle difficoltà nel discernere. Così la plastica entra nel meccanismo biologico dei pesci, nell’ultimo viaggio nel “Garbage Patch” gli studiosi hanno trovato nel corpo di una tartaruga - trentanove pezzi di plastica ed una sottile pellicola.

Ma se i singoli pezzi sono pericolosi nell’entrare nel metabolismo umano, non bisogna dimenticare l’incidenza degli scarichi industriali.

Basta pensare sia ai microgranuli che contenuti in alcuni dentifrici come anche alle fibre di poliestere che si staccano dai tessuti durante il ciclo dei lavaggi in lavatrice. Così come i minuscoli granuli dei cosmetici che sfuggono ai filtri di depurazione per poi essere immessi in mare aperto.

Quello che con ragionevole certezza possiamo affermare è che la plastica e gli altri inquinanti presto entreranno a far parte del ciclo biologico anche del nostro organismo.

In relazione a questo non è inutile notare come spesso si possono vedere delle tartarughe morenti perché soffocate dalle buste di plastica che non sono riuscite a distinguere dalle meduse che sono parte integrante della propria alimentazione.

Il problema è un enigma di difficile comprensione anche per un esperto di diritto Marino. Infatti queste isole galleggianti, semoventi, spesso si trovano a viaggiare oltre le 200 miglia da terra, in uno spazio libero che determina l’impossibilità di sapere quale sia l’agente tenuto ad intervenire sia sotto il profilo precauzionale come sotto il profilo di rimessione in pristino dell’integrità marina violata.

Esistono anche tentativi di risolvere il problema attraverso i cosiddetti “mangiaplastica”. Si tratta di un progetto dell’Università di Bologna che ha come fine ultimo quello di trovare dei batteri che siano in grado di mangiare la plastica.

Allo stesso modo un giovane studente Boyan Slat, ha avuto un’intuizione geniale. Nello sfruttare le correnti marine per arginare “il mare di plastica”, egli afferma come: - poiché l’acqua è in continuo movimento secondo schemi prevedibili è possibile usare barriere galleggianti fissate sul fondo marino e convogliare rifiuti e plastica in punti specifici -. Questo potrebbe dar luogo sia alla pulizia del mare che a fenomeni di riutilizzo dei materiali. Secondo quest’ultimo profilo verrebbe forse incentivata tale procedura superando la domanda sul chi dovrebbe assumersi gli ingenti costi dell’operazione.

Tracy Minter, microbiologo della Woods Hole Oceanic Institution del Massachussets, dopo aver osservato un ingrandimento al microscopio ha rilevato un rifiuto plastico al largo del mar dei Sargassi attorniato da una barriera di batteri che stavano mangiando quel che restava di una busta di plastica.

Si tratta di un mondo da scoprire e studiare.

 

AVV. MARIO CEVOLOTTO

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STORIA E MISSION DI ANPANA ONLUS

ANPANA Onlus, Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente, è stata fondata a Roma il 3 Aprile 1985 ed è operativa su quasi tutto il territorio italiano.

 

ANPANA è una libera associazione indipendente, ispirata ai principi della democrazia e della non violenza, della solidarietà e delle pari opportunità,

 

non ha fini di lucro ed è formata esclusivamente da Volontari uniti dall'amore verso gli animali e l'ambiente.

 

ANPANA Onlus non riceve finanziamenti governativi e trae forza e sostegno dai Soci e cittadini che ne condividono gli scopi.

 

 

ANPANA è riconosciuta:

 

 

dal Ministero della Salute con Decreto n. 4/2007 EN. AS. del 3 luglio 2007 quale Associazione affidataria di Animali oggetto di provvedimento di sequestro o confisca,

 

dal Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 

FINALITA' DELLA ASSOCIAZIONE

 

Provvedere alla protezione e tutela di ogni forma di vita animale e alla salvaguardia dell'ambiente.

 

Incentivare le adozioni attraverso i social network e campagne di sensibilizzazione.

 

Contrastare il fenomeno dell'abbandono, dello sfruttamento e del traffico illecito di animali.

 

Svolgere una corretta propaganda zoofila ed ecologica ponendo un occhio di riguardo al mondo dell'Istruzione e dei giovani.

 

Offrire assistenza pre e post affido di animali.

 

Valorizzare una cultura alimentare orientata verso un indirizzo che tenga conto dei mutati orientamenti e della accresciuta sensibilità verso il mondo animale e dell'ambiente.

 

Promuovere iniziative finalizzate al miglioramento delle leggi in materia di tutela ambientale e di protezione degli animali.

 

Proporre indirizzi di sviluppo eco-sostenibile che tengano conto del mondo animale e del loro habitat agendo sulla interdipendenza tra ambiente e società.

 

Compiere ogni altra attività connessa o funzionale alle finalità statutarie.  

 

                               

 

A TAL FINE ANPANA ONLUS

 

Organizza e promuove corsi di formazione e perfezionamento per Operatori e Guardie in Italia ed all'estero.

 

Promuove e favorisce le iniziative di divulgazione intese ad accrescere la conoscenza dei settori di interesse dell'Associazione stessa.

 

Organizza studi ed iniziative anche mediante pubblicazioni periodiche con qualsiasi mezzo idoneo ivi compresa la rete web nonché convegni e conferenze nazionali ed internazionali.

 

Implementa le relazioni con altre Associazioni ed organizzazioni italiane ed estere nonché Enti pubblici e privati, le università, le Amministrazioni nazionali e locali e le Aziende Sanitarie.

 

Svolge attività di studio nel campo delle energie alternative e delle risorse naturali e dello stato delle acque, dell'aria e del suolo.

 

Organizza e promuove convegni e congressi con la partecipazione e il supporto di docenti esperti nei vari settori sia tecnici che giuristi.

 

Crea e sviluppa progetti a livello nazionale ed internazionale.

 

Si avvale di strutture territoriali che dispongono di proprie Guardie ed Operatori specificamente preparati per intervenire in campo zoofilo, ambientale, di protezione civile e soccorso anche in collaborazione con pubbliche Istituzioni e Forze di Polizia.                                         

       Il Presidente Nazionale di ANPANA Onlus

            Cav. Mario CECCARELLI  

 

 

CLICCA SUL LINK PER: SEDI NAZIONALI e INDIRIZZI UFFICIALI DI ANPANA ONLUS

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RICONOSCIMENTI ISTITUZIONALI, ORGANIZZAZIONE, SEDI NAZIONALI e INDIRIZZI UFFICIALI DI ANPANA ONLUS

 

L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI NATURA AMBIENTE ANPANA ONLUS è strutturata in SEDI territoriali che operano nelle provincie di quasi tutto il territorio italiano in modo indipendente ma in coerenza con i programmi e gli obiettivi posti dall’ANPANA nazionale e approvati dall'Assemblea Generale dei Soci espressi nelle finalità dello Statuto associativo.

 

La Sede Legale di ANPANA ONLUS NAZIONALE è a Foligno in Via Augusto Bolletta nr. 22 - 06034

La Sede di Rappresentanza è a Roma in C.ne Clodia nr. 88- 00195

 

 

Riconoscimenti ed iscrizioni:

 

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero della Salute

Albi Regionali del Volontariato

 

 

ANPANA Onlus Codice Fiscale 97038680589

 

Indirizzo e_mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SITO WEB: WWW.ANPANA.NET

 

 

PAGINE FACEBOOK

ANPANA ONLUS UFFICIALE

 

GLI ANGIOLETTI DI ANPANA ONLUS

 

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[ATTUALITA'] In legge di bilancio stop a cotton fioc non biodegradabili e microplastiche nei cosmetici

ROMA - Per approvare la legge, ferma da oltre un anno in Senato, non c'era più tempo vista la fine imminente della legislatura. Ma le norme che mettono al bando l'uso di microplastiche nei cosmetici sono state inserite in un emendamento della finanziaria, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, dove la manovra arriverà in aula entro la fine della settimana per l'ok definitivo. Idem per lo stop ai cotton fioc non biodegradabili, che secondo un recente studio di Enea dilagano sulle spiagge italiane.

"L'emendamento sancisce dal 2019 lo stop ai cotton fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici - L'Italia è il primo Paese al mondo a farlo.


Le nuove norme prevedono dunque l'obbligo di utilizzare bastoncini per la pulizia delle orecchie in materiale biodegradabile e compostabile vietando la produzione e la vendita di quelli con supporti in plastica. Sulle confezioni bisognerà inoltre indicare informazioni chiare sul corretto smaltimento dei bastoncini stessi, citando in maniera esplicita il divieto di gettarli nei servizi igienici e negli scarichi.

Dall'anno prossimo il Ministero dell'Ambiente avvierà una campagna informativa per evitare la dispersione in acqua dei cotton fioc. I bastoncini per le orecchie in materiale non biodegradabile infatti sono altamente inquinanti e rappresentano il 91% dei rifiuti presenti sui nostri litorali.

Lo stesso emendamento introduce anche il divieto di mettere in commercio cosmetici contenenti microplastiche allo scopo di evitare  che queste finiscano in mare.

Per l'Onu sono 8 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono nelle acque del pianeta.

 

 

 

 

 

 

SECONDO UNO STUDIO DELL'ENEA

 

Otto rifiuti su dieci sulle spiagge italiane sono plastiche. Metà, il 46 %, sono frammenti di plastica, di dimensioni inferiori a cinque millimetri. Minacciano l'ecosistema e la salute dell'uomo. In alcune località costiere sono stati rinvenuti fino a diciotto oggetti in un metro quadrato. L'ENEA, che ha realizzato uno studio sulla questione e lo ha presentato il 1° dicembre al worskhop romano "MARINE LITTER” stima che su tutto il nostro litorale oggi giacciano abbandonati, piantati nell'arena, nascosti dalla sabbia cento milioni di cotton fioc, l'avanzo più perfido.
 
Inoltre ogni lavaggio in lavatrice scarica in mare 700 mila microfibre di plastica, presenti nei tessuti sintetici.

I prodotti cosmetici, da soli, pesano per 24 tonnellate (parliamo sempre di microplastica) riversati nei mari europei e, quindi, pronti a entrare nella catena alimentare. Questo lo rivelano altri lavori, comparati con quello Enea.

Così minuscoli, i frammenti non possono essere trattenuti dagli impianti di depurazione.

 

 

 

( Fonte: La Repubblica )

 

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La Stella che trovò il suo firmamento

Nei luoghi fuori città vivono i cani randagi. Nati spesso per strada in genere si aggregano in branchi che possono variare da tre a nove membri ma tanti tantissimi di loro vivono soli e soletti. Loro vagano in un certo raggio del loro territorio ma sostanzialmente sono sempre nelle vicinanze. Poi ci sono i randagi a cui piace fare i "turisti", sono quelli che si affacciano in città per un giorno o al massimo due e poi ritornano nella loro dimora che non c'e...spesso i volontari ANPANA provano a sistemare delle cucce che puntualmente balordi portano via. La stessa cosa accade per le ciotole del cibo e dell’acqua.

C'è anche qualche randagio che da vagabondo entra a far parte di famiglie la cui sensibilità e amore per loro non ha confini. Questa per esempio è la storia di Stella: una cagnolina randagia che da sempre viveva in strada.

Una mattina due volontari di ANPANA, Francesco e Alessandra, nel loro giro per le campagne pugliesi in cui portano acqua e cibo ai cani randagi e ne verificano almeno all’apparenza le condizioni di salute, incontrarono Stella. Appena aperto lo sportello dell’auto, Stella si è intrufolata all'interno quasi chiedendo all’amico Francesco di portarla via.


Questo accadeva nelle prime ore del mattino e in serata Stella era fra le braccia amorevoli della sua mamma umana.

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[AMBIENTE] CER: CODICE EUROPEO DEI RIFIUTI e recente attività investigativa della DDA di Firenze inerente lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Uno dei problemi maggiormente significativi relativo alla gestione del ciclo industriale di produzione è quello relativo allo smaltimento dei rifiuti. Ovviamente in tale settore di attività vi è la necessità di bilanciare l’elemento dei costi gestionali del procedimento eliminativo con la sicurezza e la tutela dell’ambiente come bene necessario da preservare sia per l’uomo come anche per gli animali.   Del resto tutti noi abbiamo ormai familiarità con la cosiddetta “raccolta differenziata” e con il concetto di “smaltimento dei rifiuti” ottenuto attraverso l’uso dei termovalorizzatori o bruciatori. Le sorgenti di rischio maggiormente dannose sono date dallo smaltimento di rifiuti pericolosi ed esiste un codice identificato delle varie tipologie di tali prodotti: si tratta del cosiddetto CER (Codice Europeo dei rifiuti) che identifica sia la provenienza come anche la composizione del prodotto. Così, a titolo esemplificativo, possiamo citare il codice 06 che identifica i rifiuti derivanti da processi chimici inorganici e il codice 07, che identifica prodotti di scarto provenienti da processi, parimenti chimici, bensì organici.

Sotto il profilo dell’eliminazione di elementi da cui deriva il danno ambientale connesso alla salute umana vi sono molteplici fattori tra cui possiamo citare il semplice abbandono di prodotti di scarto che arrivano a inquinare le falde acquifere con cui sono poi irrigati i terreni agricoli come anche l’abbandono di sostanze radioattive o comunque altamente pericolose.

In relazione allo smaltimento di rifiuti ferrosi o legati al ciclo delle acciaierie, la recente cronaca fa registrare l’intervento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che ha coordinato i Carabinieri Forestali nella perquisizione e identificazione di aziende o intermediari accusati di associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti. Il meccanismo illecito prevedeva come i rifiuti di questo genere, relativi al comparto delle acciaierie, fossero dichiarati: “non pericolosi”, proprio al fine di abbattere gli onerosi costi del relativo trattamento come anche del consequenziale smaltimento di essi. In alcuni casi tali rifiuti pericolosi venivano identificati come materie prime secondarie o come normale merce, lucrando, in quest’ultimo caso, un profitto illecito eludendo la rigorosa normativa prevista dalla legge. Le perquisizioni sono state effettuate, purtroppo, in molte regioni italiane (Lombardia, Toscana, Liguria, Lazio, Campania e Puglia).

AVV. MARIO CEVOLOTTO

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GRANDE SUCCESSO PER IL "NATALE A 4 ZAMPE" DI ANPANA ONLUS: 50 BAMBINI PRESENTI A LUCCA VICINO ALLA SLITTA DI BABBO NATALE

Grande successo, domenica 17 dicembre in Piazza S.Frediano a Lucca, per l'iniziativa di raccolta fondi "NATALE A 4 ZAMPE" ideata da ANPANA con il patrocinio del Comune di Lucca. Oltre 50 i bambini, chi da solo chi con il proprio pelosetto (una trentina i cani ed un coniglietto), che sono saliti sulla slitta assieme a Babbo Natale e agli Elfi di Anpana e si sono fatti fotografare dai propri genitori e/o nonni.

Sicuramente anche questa iniziativa diverrà un evento da ripetere e migliorare annualmente per avvicinare i bambini al magnifico mondo degli animali.

 
 
 
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Per il progetto "Una crocchetta d'Amore" di ANPANA ONLUS: OLTRE UNA TONNELLATA DI CIBO RACCOLTO PER GLI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Si è conclusa la distribuzione del cibo per gatti e cani raccolto durante il mese di novembre dai volontari di ANPANA ONLUS al CONAD ARENA di Faenza. Oltre una tonnellata di cibo che è valsa l’attenzione del quotidiano Il Resto del Carlino che ne ha pubblicato un articolo valorizzando il merito per l’iniziativa e per l’impegno con cui si è svolta. Gli operatori ANPANA hanno potuto contare sulla generosità dei cittadini che frequentano il CONAD e che si sono prestati in nome della solidarietà. Infatti una parte della raccolta è stata donata a persone che hanno difficoltà a mantenere i propri amici a quattro zampe e un’altra parte consegnato a persone che si occupano delle colonie feline sul territorio e che ogni giorno portano cibo e cure ai gatti e creano ripari per loro, specialmente con l’arrivo del freddo intenso e delle piogge.

ANPANA ONLUS continua a prodigarsi nella tutela degli animali e ringrazia quanti sostengono le nostre attività in loro favore.

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